Per educare bisogna “auto-educarsi”

I comportamenti degli adulti diventano esempi da seguire, per i nostri figli e nipoti. Perciò l'attenzione dev'essere sempre alta. Ecco un esempio preso dalla realtà.

È sera. Siamo sulla metro e c'è poca gente. Nonno e nipote sono di fronte a noi, seduti e felici. Il ragazzino si alza ed inizia a saltare. Vuole raggiungere la barra orizzontale di sostegno. È molto alta per lui. Perciò continua a saltare, fino a che la raggiunge con le sue manine. Ormai ci si è aggrappato. Penzola soddisfatto. Poi si lascia cadere, e dopo poco ricomincia il gioco. Salto - presa - dondolo. Tutto sotto lo sguardo amichevole e complice del nonno, che sorride pacioso.
Una signora interviene e fa una ramanzina al ragazzino. La signora è severa, con il piglio da maestrina.
«Questo non si fa, perché se cadi ti fai male!»
Il ragazzino si siede, ubbidiente. Il nonno sorride ancora e gli lancia una faccina, come a dire: «T'ha beccato, pazienza...». E gli manda anche una strizzata d'occhio, tanto per gradire.
La metro si ferma e la signora scende. Poi la corsa riparte e il ragazzino fa il gesto dell'ombrello verso la donna, ormai uscita. Riprende il suo gioco, sotto lo sguardo divertito e benevolo del nonno. Alla fine del viaggio, nonno e nipote scendono contenti. Penserete che ci sia una ramanzina finale del nonno? Macché! Assolutamente no! Gli fa una tenera carezza, perché lui è il nonno più buono del mondo.
Il nonno sarà buono, ma a noi quel bimbo fa pena.
Sulla metro se ne vedono tante, è vero. Ma questa storia (vera) ci interessa perché racconta uno dei meccanismi più vecchi del mondo.
Il nonno sfrutta l'indignazione della signora per farsi amico il ragazzino. Succede anche in politica. Vuoi trovare gli elettori? Scegli un nemico comune e deridilo insieme a loro.
È quello che ha fatto il nonno.
Ha puntato, inconsapevolmente, sui modi da maestrina della signora anziana, mandando un messaggio psicologico chiaro: “tu avevi ragione e lei torto”.
Peccato che lo scaltro vecchietto non abbia pensato alla sicurezza del minore. Se si rompeva una gamba chi pagava? La metro?
Le esperienze vissute nell'infanzia hanno un grande carattere formativo. Il bimbo ha avuto una bella lezione sulla furbizia. La sua autostima sembra forte, ma su cosa è basata?
Per non parlare dell'autostima del nonno. C'è da chiedersi:
perché voleva arrogarsi la simpatia del nipote a tutti i costi?
La metro è passata, ma la domanda resta.

Amedeo Formisano


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