5 consigli per chi parte in vacanza

Siamo giunti finalmente alle soglie delle vacanze. Naturalmente c'è già chi è in spiaggia da un pezzo, ma moltissimi uffici sono ancora aperti e lo rimarranno almeno fino alla prima decade di agosto. Chi lavora in ufficio è allo stremo delle forze, in attesa della sospirata possibilità di raggiungere qualche meta interessante.
Ma quale meta vogliamo veramente raggiungere? È questo il problema. Spesso siamo spinti da motivazioni confuse ed errate, che ci portano verso vacanze che appesantiscono il livello di stress invece che diminuirlo.
Il primo errore da evitare è quello di fiondarsi verso l'aeroporto senza aver prima fatto “decompressione”, cioè senza aver passato qualche giorno di totale e completa inattività. Sostituire lo stress del lavoro con lo stress da vacanza non è mai una buona scelta, perché ci allontana da noi stessi.
La trappola che nasconde questo meccanismo è che in parte funziona. Chiodo scaccia chiodo, ma porta un benessere passeggero, che ci impedisce di prendere confidenza con noi stessi. Infatti, durante l'anno, siamo così presi dal lavoro, dalla famiglia, dagli amici da non riuscire neanche più a stare dieci minuti da soli in una stanza, temendo il senso di vuoto. È proprio il vuoto, lo stare da soli con la propria interiorità, che ha un effetto rigenerante. Il livello elevato di stress e di ansia si manifesta proprio in chi non sa o non può accettare un po' di sana solitudine con se stesso. Ricordiamoci sempre che, ovunque noi andremo, ci sarà sempre una persona che ci seguirà costantemente: noi stessi.
Una volta chiarito questo concetto, cerchiamo sempre mete che rispettino i nostri interessi, mai quelli degli altri. Scegliere le mete turistiche alla moda significa vivere la vita degli altri, non la propria. Magari un viaggetto in una città storica Italiana potrà esser più istruttivo da farsi che un viaggio stereotipato nel solito villaggio vacanze.
Ricordiamo, prima di partire, di documentarci sulla meta scelta, per capire se sia o meno sicura . Per questo è indispensabile il sito della Farnesina (il ministero degli esteri) che segnala le zone a rischio del pianeta, e il sito Viaggiare sicuri, sempre curato dal ministero degli esteri e dall'Unità di Crisi.
Qualcuno dirà: ma che fai Amedeo, ci metti l'ansia addosso invece di toglierla? In realtà abbiamo già detto che un certo livello di ansia e stress servono per rimanere vivi, quindi è meglio la prudenza che una ottimistica stoltezza.
Altra cosa fondamentale: non pianificate eccessivamente tutto. Sembra contrastare con il consiglio precedente, ma non lo è. La mente deve esser libera di vagare senza eccessive costrizioni. Se andiamo in un posto lontano e sconosciuto dovremo per forza pianificare tutto nei minimi termini, ma se accettiamo di fare una piccola escursione in una città storica Italiana potremo allora permetterci il lusso di lasciar vagare la nostra mente, conducendoci nei posti più interessanti.
Ultima cosa fondamentale: non aspettatevi miracoli dalla vacanza.
Molte persone partono come se andassero a Lourdes, in cerca della situazione che possa salvare il proprio matrimonio, alleviare lo stress accumulato durante tutto l'anno, cercando magari di fare tutto lo sport che non si è potuto fare durante l'anno.
Lo sport estivo può essere pericoloso se non si ha il fisico adatto. Vedo molte perone anziane che fanno Jogging d'estate, che è una cosa sconsigliabile se prima non si decide di fare un consulto medico o non si possiede un fisico abituato a tali sforzi.
I problemi della vita coniugale durante le vacanze potrebbero addirittura acuirsi, quindi la vacanza non può sostituire una sana introspezione sulla coppia e su se stessi.
Solo lavorando sulla nostra autostima, durante tutto l'anno, potremo trovare la nostra giusta dimensione, anche d'estate. Con la giusta preparazione anche l'ansia e lo stress diminuiscono, a patto di non caricare la vacanza di obiettivi e valenze che non può avere.
La vacanza non deve ripagare da tutte le oppressioni e negazioni di un intero anno lavorativo. Deve solo permetterci un po' di riposo, quello nostro, che rappresenta la nostra essenza e non quella stereotipata altrui.
Riepiloghiamo brevemente:
  1. concedendovi qualche giorno di totale inattività (sonno continuo);
  2. cercate sempre mete che rispettino i vostri interessi;
  3. controllate sul sito della Farnesina se le località sono sicure;
  4. non pianificate eccessivamente tutto;
  5. non aspettatevi miracoli dalla vacanza;
Lasciate che sia il vostro “io profondo” a condurvi e potrete vivere una vera vacanza capace di ritemprarvi seriamente.

Amedeo Formisano

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