La necessità del cambiamento

Nel precedente post (Riscopri la tua natura profonda) accennavo alla necessità quasi morbosa che hanno alcuni verso una crescita personale forzosa, piena di doveri, nell'ansia di divenire i migliori, i numeri uno.
Dietro questi atteggiamenti si nascondono spesso insicurezze profonde e un senso di inadeguatezza che accompagna ogni scelta e decisione.
Per cui sarebbe meglio indagare su sé stessi che cercare facili soluzioni, confidando in corsi basati sulla persuasione o altro.
Non voglio dire che questi corsi siano inutili, dico solo che sarebbe meglio capire realmente perché li si vuol fare, prima di spendere soldi preziosi.
Potremo cercare anche di persuadere gli altri che le nostre idee siano brillanti, ma se non crediamo veramente in noi stessi al livello profondo allora siamo sempre a zero.

Per credere in noi stessi dobbiamo prima sapere che possiamo veramente fidarci delle nostre idee, dei nostri ragionamenti. È quello che afferma Nathaniel Branden nelle sue teorie sull'autostima da oltre quarant'anni.
Dobbiamo imparare a lavorare sul nostro senso dell'efficacia, è una necessità indispensabile, anche ponendoci delle domande scomode e accettando di lavorare su lati spiacevoli nel nostro carattere.
Solo accettando la nostra “ombra” senza giudizi potremo accettare anche gli altri.
Ogni grande traguardo di crescita personale, che sia una dieta oppure la ricerca di un nuovo lavoro, implica un minimo di introspezione e soprattutto un percorso da fare, che si svolge nel tempo e non si improvvisa dall'oggi al domani.
Significa capire che bisogna avviare un cambiamento che parte dall'interno, che sia realmente sentito e graduale.
Bisogna ascoltare i disagi che provengono dalla nostra psiche vedendoli come amici e non come avversari, perché l'Ansia e lo Stress vengono a portarci un messaggio:

non stai vivendo tutte le tue potenzialità
ed è ora di fare qualcosa.”

Questi sono concetti che emergono costantemente nei workshop che svolgo con Paolofabrizio De Luca, (Psicologo e Psicoterapeuta che segue la parte psicologica e terapeutica degli eventi).
Chi guarisce dall'Ansia e dallo Stress è perché accetta anche di mettersi in discussione.
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Per molti il problema si annida nello stile di vita, sempre ripetitivo, in cui la componente passionale e creativa non trovano la giusta misura.
Chi pensa di eliminare l'Ansia per poi ritornare a fare esattamente le stesse cose che faceva prima, si sbaglia.
L'Ansia non è una scarpa stretta da togliere.
Per crescere mentalmente bisogna abbandonare la vecchia vita erronea, in cui l'abitudine ha preso il posto della felicità.

È chiaro la parola “cambiamento” può far paura, ma è necessario attuarlo quando ce lo chiede direttamente il nostro cervello.
Abbandonare i vecchi stili di vita può essere difficile perché il “nuovo” è un reame incognito, pieno di incertezze. Sembra più facile rimanere nel conosciuto, nella vita stantia “non vissuta” di tutti i giorni.
Ci si affeziona anche ai disturbi, alle sofferenze quotidiane, per cui ci si lamenta del lavoro, della famiglia, spesso senza realmente alzare un solo dito per cambiare le cose.
Tutto questo accade per motivi anche neurologici. Il cervello emotivo ama lo status quo e “preferisce essere afflitto regolarmente che essere felice ogni tanto”, come spiega Laurel Mellin, nel suo libro “Vivere senza Stress”, ed. Essere Felici, 2011.
Ricordiamo che lo Stress può derivare da un periodo lavorativo difficile o da una situazione familiare particolare e limitata nel tempo, l'Ansia no, quella c'è sempre, senza che vi sia un motivo apparentemente valido.
La psicologia moderna, in particolare quella Psicosomatica, ci rivelano che spesso ciò che ci accade è solo una scusa, gli eventi sono degli alibi dietro cui ci nascondiamo.
La vera ragione dell'Ansia è altrove, nelle radici dell'inconscio.
Vuole salvarci e lo può fare solo se la accogliamo.
...
Facciamo un piccolo esempio pratico sulla necessità del cambiamento.
Chi dimagrisce di trenta chili ci riesce perché coltiva un'immagine nuova di se stesso, in netto contrasto con la sua immagine precedente.
Non basta solo la componente nutrizionale ma ci vuole sopratutto la componente mentale.
Questo lo sa bene chi veramente è riuscito nella propria dieta.
Ha accettato in sé la necessità di trasformazione e ha modificato sostanzialmente il proprio stile di vita.
Non ha preteso di dimagrire e poi di ritornare a nutrirsi male in una vita sedentaria.
La dieta vera diventa un atteggiamento naturale, un vivere l'alimentazione in modo nuovo e comodo.
Si, proprio “comodo”, perché le nuove abitudini si sostituiscono alle vecchie e diventano una nuova comodità, una routine più sana e completa, che porta la persona alla rinascita fisica.
Alla fine lo sforzo è annullato da una nuova consapevolezza.
...
Le domande finali che ci dovremmo porre sono queste:
Sono veramente disposto al cambiamento?
Sento veramente la volontà interiore di aprire la mia mente a qualcosa di differente?
Sono disposto a spendere un poco del mio tempo ogni giorno per attuare il cambiamento?
Il cambiamento avrà inizio...quando?

Se dentro di noi tale necessità matura allora ogni lettura sarà una semina in terra fertile, così la pianta della nostra psiche darà frutti meravigliosi.
Il cambiamento è essenziale nella vita di tutti i giorni.
Noi cambiamo in continuazione e siamo sempre differenti, le nostre cellule si rinnovano totalmente ogni sette anni. Ma la nostra mente cosciente preferisce ignorarlo.
Se non accettiamo il cambiamento allora l'Ansia ci ricorderà a modo suo che la vita che stiamo facendo è povera di significato.
Il cambiamento è vita e se il fiume non scorre diventa un acquitrino.

Amedeo Formisano

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