Godersi la vita senza esserne vittime

Come è possibile cambiare lo sguardo verso le cose che ci circondano in modo da non ricadere nell'Ansia e nello Stress?

Già abbiamo affrontato questo argomento nel post precedente (Vuoi conquistare la serenità? Cambia il punto di vista), in cui paragonavo il comportamento di un occidentale a quello di un monaco Zen, ma è bene aggiungere qualcosa di importante.
Ci sono alcuni preconcetti che ci affliggono come:
  • il distacco Zen implica la mancanza di emozioni
  • la razionalità risolve tutto.
Sono in realtà due pregiudizi.

Il distacco Zen è solo apparentemente distacco, ma è una consapevolezza altissima di sé e di tutto ciò che sta intorno.
Chi giunge all'illuminazione parla di uno stato profondo di unità con tutte le cose del creato, che permea l'individuo al livello più profondo.
È un'esperienza che non esclude le emozioni, anzi le incamera tutte!
Non ci può essere comunione con il creato senza la comunione interna con se stessi e le parti più profonde del proprio essere.
È una necessità sentita in ogni credo religioso e anche in molta filosofia orientale.
La via occidentale di questo percorso è stata teorizzata da Jung nel processo di “individuazione”, secondo cui il momento più alto dell'analisi non consisterebbe più nel guarire le persone malate, ma aiutare quelle sane a riunire l'Io (la parte cosciente) nel Sé (l'Io + L'inconscio). Significa riunificare tutta la psiche affinché possa vivere senza contrasti, in modo armonioso.
Per fare ciò le emozioni ci servono eccome!
Una persona senza emozioni non potrebbe giudicare ciò che gli accade.
Sarebbe bloccata nella propria visione e non capirebbe né le proprie necessità né quelle degli altri.
Ormai da molti anni si parla di “intelligenza emotiva” di “empatia” e di “intuizione”, tutti processi alti che non possono realizzarsi solamente nella parte alta della corteccia cerebrale, ma che devono attingere anche a parti nascoste e profonde della psiche.
Il mito dell'uomo razionale è rappresentato da Mr Spock, il simpatico personaggio di Star Trek, tutto razionalità che aborrisce ogni emozione umana. Per quanto amabile possa essere, il momento più alto lo raggiunge quando apprezza le qualità dell'amicizia e dell'empatia con i colleghi, dimostrando tutta la sua “umanità”.
Senza quelle caratteristiche anch'egli avverte un vuoto, una razionalità che lo priva di una parte importante del proprio essere.

Gli studi ci ricordano che le nostre scelte più importanti nella vita le facciamo con lo “stomaco”, cioè con l'intuito che si esprime in una sensazione fisica.
Quante persone devono letteralmente la vita ad una intuizione che non si può definire logica?
Spesso l'inconscio la sa lunga e avverte prima della mente la menzogna o il pericolo in una trattativa o in un incontro. Ma noi, con la assoluta fede che abbiamo nella razionalità spesso tendiamo ad offuscare queste sensazioni, senza darle il giusto peso.
Raffaele Morelli spesso dice che non è necessario prendere le decisioni, stare lì a pensare e a ripensare. La nostra psiche già sa cosa deve fare. Il cervello spesso ci si mette di mezzo e complica tutto.

Sapete qual'è la migliore definizione sulla razionalità che abbia potuto scoprire in tanti anni di studio e di ricerca personale?
La persona pensa:
perché le cose non vanno come “IO” ho deciso?

Questa è la radice della razionalità per molti, sia che si tratti di scienziati (filosofi, teologi o medici) sia che si tratti dell'uomo comune.
In realtà è tutto lì.
Ognuno si è plasmato la sua bella versione del mondo (la propria mappa o modello) e si aspetta che tutto debba assolutamente girare in quel modo.
Se non gira in quel modo allora arriva puntualmente Ansia e lo Stress.
È la vista parziale che pregiudica ogni cambiamento.

Lasciamo Mr. Spock alla fantasia e cerchiamo di capire che ogni razionalità forzata, ogni definizione o giudizio su noi stessi, è qualcosa che ci allontana dalla vera natura profonda dell'essere umano, la sua dimensione emotiva.
...
Mi trovo in stazione e vedo folla intorno a me, il treno fa ritardo e lo Stress aumenta. Comincio a camminare nervosamente per la banchina e magari sento l'impulso di accendere una sigaretta o di masticare un chewingum o una merendina.
Sono arrabbiato con tutto e tutti e sento che il mondo cospira contro di me.
Ma, ad un certo punto, mi accorgo dello Stress, mi rendo conto che sono caduto in un “meccanismo mentale preciso”, in cui il cervello produce sostanze per contrastare il nervosismo e cercare un nuovo equilibrio.
Appena mi rendo conto che sono sotto l'influsso di un meccanismo lo Stress si ritrae, comincia a perdere terreno perché la neocorteccia comincia a “guardare il processo” senza esserne vittima.

Guardare il processo senza esserne vittima.

Osservare il processo significa prendere consapevolezza di ciò che mi sta accadendo, delle mie emozioni, senza poi cercare di spaccare il capello analizzando ogni cosa, ogni perché.
Capisco di essere sotto l'influsso di una “situazione interna”, non di un evento esterno a cui dare la colpa.
Non sono nervoso per il ritardo ma per qualcosa che si è scatenato dentro di me.
Il solo “osservare” mi aiuta, mi da consapevolezza.
Passo dall'essere “vittima” all'essere protagonista.
Alzo gli occhi e vedo una persona vicino a me che“crede” di essere nervosa per il ritardo. Sento nascere dentro la “compassione” per quella persona che si rode il fegato e non sa perché sta così.
Mi sento superiore a quella persona? No, perché capisco perfettamente che cinque minuti prima stavo esattamente nello stesso modo.
Mi sento già meglio e mi metto ad attendere con pazienza che il treno arrivi. Forse posso leggere il bel libro che mi sono portato dietro e mi accorgo che in fondo il tempo è bello e la giornata non è poi così malvagia...
Intanto le emozioni negative se ne vanno, come se scorressero su di un fiume, quello della psiche profonda.
L'esperienza positiva contrasta lo Stress e ristruttura con il tempo i circuiti sinaptici. La prossima esperienza stressante sarà meno difficoltosa e così via.
L'immagine di me stesso, che risolvo il problema, aumenta il mio senso di sicurezza e la mia Autostima.

Non bisogna diventare un monaco Zen per raggiungere tale stato, basta solo imparare qualcosa sul funzionamento del cervello umano e spostare la propria attenzione sui “meccanismi” invece che sui giudizi.

E ….la cosa bella è che funziona!

Amedeo Formisano

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