Quando i progetti sono la voce dell'ansia

Cosa desideriamo per il nuovo anno?
Un nuovo lavoro? Una dieta? Un nuovo amore? Un cambiamento di qualche genere nella nostra vita?
All'inizio di un nuovo anno partono immediatamente nuovi desideri e progetti che forse sono più una proiezione delle nostre ansie che vere mete da raggiungere.

Da poco ho finito un bel libro di Pietro Fornari che si intitola “Il linguaggio segreto dell'ansia” (ed. Riza 2013).
Fornari ci ricorda che l'ansia è dovuta spesso ad tutta una serie di energie trattenute dentro di noi e che non trovano la giusta espressione.
Allora mi domando se è per questo che nasce tutta una serie di progetti e desideri, durante le vacanze, nell'attesa spasmodica di un nuovo anno che sia realmente differente da quello appena passato.
Spesso tali progetti sono la voce dell'ansia che si fa sentire.

Fornari dice che ci sono quattro dimensioni che rappresentano la nostra anima nel modo più profondo:
  • la creatività
  • l'erotismo
  • l'attività fisica
  • la passione
modalità dell'essere” (come spiega Fornari) che se non vengono attivate possono generare un'ansia notevole.
Diamole un'occhiata da vicino.

La creatività non significa solo attività artistica alta, ma ha un senso più ampio che rappresenta un qualcosa che ogni bimbo possiede ma che con il tempo sembra dimenticare. È quella capacità di saper lasciare andare il cervello e di far lavorare solo le mani, impegnandole in un'attività ludica.
Il bimbo non ragiona ma si diverte nel gioco, nelle costruzioni, con la plastilina, con le matite e i colori, senza per questo avere la pretenziosità di voler creare qualcosa di artistico e riconoscibile. Non fa l'artista ma dipinge con le dita, applicando i colori direttamente con le dita. Vive in una dimensione fuori dal tempo in cui potremmo vivere anche noi se accettassimo di riportare la nostra manualità al centro della vita.
Per la mente creativa collezionare francobolli, tappi o creare un azienda è tutto allo stesso livello: è una esperienza creatrice, in cui si riversa tutta la nostra capacità immaginativa.
Quanto spazio lasciamo alla nostra capacità di immaginare cose nuove?
Purtroppo molto poco.
Siamo presi da tutta una serie di ragionamenti che offuscano la nostra creatività, che la limitano dicendo: questo è utile e questo no, questo è importante e questo meno.
Ma per la nostra componente creativa profonda non c'è differenza reale fra il creare qualcosa di complesso e meritevole (una grande opera scientifica) e il creare anche anche una semplice torta.
Che sia un robot avanzatissimo o una crostata di mele la nostra creatività si attiva andando nel senza tempo (come dice Raffaele Morelli), ci porta nel qui e ora, trascinandoci in una meditazione attiva, senza bisogno di Yoga o altro.
Nel qui e ora l'individuo ritrova compiutamente se stesso, ritrovando il proprio senso dell'efficacia e dell'Autostima. Anche l'attività manuale più umile è capace di attivare grandi processi inconsci.
Domandiamoci: quanta creatività avverto al momento nella mia vita?

L'erotismo non è solo la ricerca effimera di trasgressione ma semplicemente la consapevolezza di ciò che piace a noi, in modo profondo.
Sappiamo veramente cosa ci piace in una donna (o in un uomo) oppure stiamo solo seguendo gli standard dettati dai media?
Sappiamo veramente cosa ci provoca piacere?
Se non sappiamo veramente rispondere a queste domande non potremo spiegare al nostro partner cosa ci soddisfi pienamente.
Quanti ragionamenti attiviamo nella nostra vita sentimentale?
Fin troppi. Stiamo sempre lì pensare.
Sarà l'uomo giusto per me? Sento la scintilla che scatta oppure penso che dovrei conoscerlo meglio? E se non mi accettasse in pieno? Ma io sono come sono e non devo assolutamente cambiare. Se è l'uomo della mia vita mi deve accettare per quella che sono, senza ma e senza se.
Ragionamenti su ragionamenti che alla fine offuscano la nostra sessualità in un mare di pensieri sempre più torbidi e senza senso.
Li fanno tutti, senza distinzione di sesso.
Hanno il fascino del buon senso, almeno in apparenza, ma in realtà non ne hanno la sostanza.
Abbandonarsi all'erotismo è cosa complessa, difficile, che diventerebbe semplice se spegnessimo per qualche istante la nostra parte giudicante.
Bisogna capire che i ragionamenti di testa non servono a niente.
Solo lo “stomaco”, inteso come inconscio, sa cosa va fatto.
Dobbiamo avere il coraggio di sperimentare e forse anche di soffrire, senza troppe remore. Se imprigioniamo l'erotismo in una dimensione troppo cerebrale uccidiamo una parte di noi stessi.
Erotismo non significa sfrenatezza sessuale senza precauzioni, significa solo accettare di prendere la vita con maggior serenità, accettando una relazione nuova per quello che è, abbandonando aspettative poco realistiche o modelli preconfezionati.
Una donna (o un uomo) non deve piacere agli altri ma solo a noi stessi.
Domandiamoci: quanto erotismo c'è nella mia vita?

L'attività fisica non andrebbe mai svolta a cuor leggero. Ci vorrebbe sempre un parere del medico di base.
Sconsiglio vivamente di fare jogging, se non si possiede un fisico adatto.
Sforzi compiuti senza una supervisione competente potrebbero produrre danni invece che miglioramenti. Quindi diffidate degli amici e dei parenti e affidatevi prima ad un consiglio medico qualificato e poi ad un trainer in palestra che possa instradarvi sullo sforzo fisico più adatto a conseguire i risultati che volete raggiungere.
Ma la cosa più importante di una regolare attività fisica non è la mera perdita di peso, ma bensì quella di convogliare parte della tensione giornaliera in una attività che possa mettere in movimento la nostra macchina corporea, progettata dalla natura per coprire lunghe distanze giornaliere, ma che invece è destinata tutti i giorni ad un lavoro sempre più sedentario e innaturale.
Tutto questo si ripercuote sulla nostra psiche.
Non è la dieta l'obiettivo ma il nostro equilibrio interiore.
Domandiamoci: quanta attività fisica è presente nella mia giornata?

La passione. Ecco un altro termine che sembra spiazzante per un adulto e che invece per un bimbo è qualcosa di semplice e connaturato.
Molti uomini hanno le tre legittime passioni che vengono dalla società:
calcio, donne e motori. Ok sono interessanti, ma dovremmo domandarci se nella nostra vita esista una qualche passione che abbia un vero valore personale per noi, solo per noi, esclusivamente per noi e per nessun altro.
Insomma esiste qualcosa che sia valido solo per Diego e Marcella ma non per Giovanni?
Esiste un qualcosa che ci fa battere il cuore e che rappresenta la nostra vera essenza e non solo una proiezione culturale della società?
Passione e creatività si uniscono insieme in un tutt'uno. Magari possiamo abbinarla ad un lavoro manuale.
Cosa ci piaceva fare da piccoli ma che poi con il tempo non abbiamo più avuto il tempo o il coraggio di fare?
Domandiamoci: qual'è la mia vera e personale passione?

All'inizio del nuovo anno, più che creare noiose liste di progetti e obiettivi, penso che sarebbe più utile domandarci se stiamo vivendo almeno una delle quattro dimensioni dell'anima costituite dalla creatività, dall'erotismo, dall'attività fisica e dalla passione.
Basterebbero solo un paio, forse anche una sola dimensione per scatenare le energie represse e dare finalmente la giusta voce a parti di noi che vogliono ritornare ad emergere, ma che fin ora abbiamo inutilmente represso e dimenticato.
L'ansia forse ci vuole solo dire questo: una parte di te vuole tornare a vivere. Siamo disposti veramente a darle nuova vita?

Prendiamo le liste e i progetti e distruggiamoli. Se non vengono dal profondo, secondo queste quattro dimensioni, sono solo forzature destinate al fallimento.
Invece, chi sa dare il giusto ascolto alla propria ansia può ritrovare la giusta via anche per accrescere la propria Autostima.

Vi invito a leggere il bel libro di Fornari (Il linguaggio segreto dell'ansia), una guida pratica per capire come affrontare questo problema così diffuso, che tocca veramente ognuno di noi.

Amedeo Formisano

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