La confusione dei nostri stati emotivi

È inutile negare che c'è molta confusione fra i nostri stati emotivi.
Come un fiume porta radici e foglie lungo il suo tragitto impetuoso così anche la nostra psiche trascina tutta una serie di emozioni contrastanti che si accavallano, impedendoci a volte di capire cosa ci stia succedendo al livello emotivo.
Se non fosse così allora non si spiegherebbe perché nascano così facilmente contrasti e liti di ogni genere in casa e sul lavoro.
Spesso non sappiamo distinguere il nervosismo reale, dovuto ad un evento preciso, dalla inquietudine che deriva dal profondo e che viene a turbarci d'improvviso.
Allora l'aggressione verbale è in agguato, non avendo noi stessi coscienza della nostra situazione emotiva.
Molta confusione si genera anche fra due cose che sono complementari, simili, ma non identiche, come L'Ansia e lo Stress.
Sono due “mostri” che ci attaccano tutti i giorni, con cui tutti abbiamo a che fare e da cui nessuno, ma proprio nessuno, può dirsi immune.

Ma saranno veramente due nemici oppure nascondono un'essenza diversa?
Partiamo prima con un paio di definizioni che servono a fare chiarezza sul problema, definizioni che ho sottoposto al mio amico e collaboratore Paolofabrizio De Luca, con cui collaboro per i workshop di Allenavita.

Lo Stress è il tentativo dell'organismo di adattarsi ad eventi percepiti come “negativi” (i cosiddetti “stressor”: super-lavoro, matrimonio, divorzio, licenziamento, lutto, oppure eventi di tipo collettivo come catastrofi naturali, guerre, crisi economiche), che producono un affaticamento o sforzo prolungato da parte dell'organismo, che tenta di “adattarsi” a tali eventi. Ogni organismo davanti al cambiamento cerca di trovare un suo equilibrio, un adattamento e per questo produce uno sforzo che, se prolungato nel tempo, può creare problemi.
C'è da precisare che non tutti gli “stressor” sono per forza negativi. Possono anche essere eventi positivi come, un cambiamento di lavoro, un fidanzamento, una convivenza, il matrimonio, la nascita di un figlio, che possono essere visti anche in chiave negativa o fortemente stressante. Quindi gli stressor, in quanto tali, possono essere molto soggettivi.
Invece l'Ansia non deriva da fattori esterni ma, la maggior parte delle volte, da fattori psichici interni.
È uno stato di apprensione o preoccupazione, una sensazione di pericolo o paura, in cui la persona non ne conosce l'origine.
Quindi, mentre lo Stress si attiva davanti un evento valutato come soggettivamente “stressante”, l'Ansia arriva senza preavviso e senza apparente ragione.
Sembrano due concetti similari ma sono profondamente differenti.
Eppure nella nostra vita quotidiana ci confrontiamo continuamente con essi, senza capire quando e come essi intervengano, facendoci dominare da questi problemi in maniera totale.
Senza questi due “strumenti” della psiche e del cervello non avremmo le necessarie difese per affrontare la vita di tutti i giorni.
...
Essenzialmente ci sono due vie che si potrebbero percorre:
quella del disperato tentativo di “controllo”dei propri stati emotivi e quella, molto più fruttuosa, della “completa accettazione” dei nostri stati emotivi.
Le nostre emozioni sono tutte utili e servono a renderci individui completi e originali. Non vi può essere gioia senza aver sperimentato una giusta dose di tristezza o di malinconia. Sembra una frase ovvia ma non è così, perché per giungere alla comprensione profonda dell'accettazione spesso è necessario un cammino di trasformazione interiore, con l'accettazione del bello e del brutto ( la nostra “ombra”) che si nasconde in noi.
Tutte le emozioni hanno un senso preciso e portano un messaggio dal profondo dell'inconscio.
Solo se impareremo ad ascoltare il messaggio profondo che è contenuto nei nostri schemi emotivi allora cominceremo a dialogare con parti profonde della nostra psiche, che la sanno lunga, più della nostra componente razionale.

Chi è che allora veramente comincia a cambiare?
Chi riesce ad aumentare la propria Autostima oppure riesce a confrontarsi positivamente con L'Ansia e lo Stress?
Chi accetta realmente di cominciare un vero cammino di rinnovamento, non inteso come “miglioramento” o “controllo”, ma inteso come riscoperta di parti nascoste che si sono ignorate per anni.
Significa imparare ad accettarsi a conoscersi così come si è, non come immagineremmo di dover essere.
Implica l'abolizione di ogni giudizio e pregiudizio, da noi stessi e dagli altri, nella piena accettazione della propria natura psichica.
Il cammino, teoricamente, dovrebbe portare alla piena integrazione fra parte cosciente e inconscia, in un processo che varia da persona a persona e che il grande Jung definì processo di individuazione, in cui ognuno potrebbe riunire il (la totalità psichica comprendente parte cosciente e inconscio) e l'Io (la sola parte cosciente) in una sola entità.

Non è un processo facile né immediato. Ma è realmente realizzabile purché si accetti di uscire dalla dimensione infantile della nostra società che ci impone di ottenere tutto e subito.
Non è una comoda medicina o pillola con cui ci si affida a qualcos'altro (la scienza o la casa farmaceutica) la soluzione facile dei nostri problemi.
È un percorso da vivere, non una teoria da leggere.
Durante i miei corsi spingo sempre le persone a leggere molto, soprattutto libri sullo Zen, perché anche una semplice lettura testimonia la volontà di trasformazione e riscoperta del Sé. È un atto fisico e non teorico, che permette al cervello di calarsi per un certo tempo in argomenti nuovi e rigeneranti.
Se non si parte con la lettura allora si rimane vittima delle proprie idee e pregiudizi, senza ma alzare realmente un dito per risolvere i propri problemi.
La trasformazione come riscoperta è un atto volontario.
Eppure, questo atto volontario, con il tempo, non implica più la volontà come sforzo, ma la volontà come passione, che è cosa ben diversa.
Significa andare alle radici profonde della motivazione intrinseca, di quello che ci muove senza sforzo, solo con passione.

C'è passione nella nostra vita?
È lì il problema. Se c'è passione, sia erotica che mentale per qualcosa, allora la mente comincia a ritornare nel senza tempo, quello stato magico in cui il bimbo si trova quando gioca, ma che l'adulto sembra aver dimenticato.
Con la passione L'Ansia e lo Stress tendono a diminuire e a ritornare gli strumenti che la natura ci ha fornito per la sopravvivenza.

La lettura è il primo atto reale e fisico che si può intraprendere comodamente a casa. Da che libro cominciare?
Tutto il blog è disseminato di testi utili da consultare, c'è anche una sezione di post intitolata “letture consigliate”.
Ma la cosa più importante è partire con un libro qualsiasi, anche un semplice romanzo, per poter cominciare a sperimentare la lettura come parte integrante della vostra “nuova” vita. Quella dove l'inconscio non è un nemico ma è ciò che ci chiama alla realizzazione finale di noi stessi.
Per chi vuole veramente leggere il tempo si trova sempre, in metropolitana, in autobus, la sera al letto o al mattino addirittura in bagno.
Chi non ha mai tempo cerca solo scuse con se stesso.

Ps.
Se possibile acquistate un bel libro cartaceo e non fatevi condizionare dalla moda imperante dei tablet, che sono la negazione della lettura!
Un libro si annusa, si pesa, si apprezza per il colore della copertina, per la consistenza della carta. È un fatto fisico e il nostro corpo vuole un contatto fisico. Invece il tablet è sempre uguale a se stesso, sia che stiate leggendo una edizione illustrata del “Signore degli anelli” sia che stiate leggendo le istruzioni di un cellulare.
Il libro si legge ovunque e si può annotare, commentare, sottolineare e personalizzare con la vostra grafia, incerta ma personale,
Il libro non si ricarica, ma vi ricarica!

Amedeo Formisano

Post correlati: