Trucchi di memorizzazione: le liste e la regola del 7 (più o meno 2)

Spesso ci troviamo con la necessità di memorizzare in poco tempo una lista di nomi o di dati per poterli presentare ad un cliente oppure nel contesto di un colloquio o di un esame.
Un trucco molto semplice per memorizzare una lista di argomenti è quella di elencarli, trarne le iniziali e rimescolarle fra loro creando un anagramma o una parola strana ma facile da memorizzare. Non è necessario che la parola abbia senso compiuto.
Facciamo un esempio pratico.
All'università si studiano tante cose astruse come le “matrici”, che sarebbero una tabella ordinata di elementi.
Quasi sempre vi sarà richiesto quanti e quali tipi di matrici esistono (al momento dell'esame).
Le matrici possono essere: simmetriche, emisimmetriche, trangolari, diagonali e unitarie.
Cosa voglia significare non ci interessa.
A noi interessa unicamente come memorizzare questa lista senza dimenticare nulla.
Prendete carta e penna e scrivete la lista evidenziando con un cerchio le iniziali.
Per comodità di scrittura le evidenzierò in grassetto.

Simmetriche
Emisimmetriche
Triangolari
Diagonali
Unitarie

Notate che le iniziali posso formare un acronimo, una parola stramba ma pronunciabile: SETDU.
Ebbene, se imparerete l'acronimo SETDU non dimenticherete più che le matrici possono essere simmetriche, emisimmetriche etc..
Basta ripetere varie volte la lista pensando alla parola SETDU e la memorizzazione sarà semplificata.
È un metodo così semplice che a distanza di molti anni dalla mia laurea continuo a ricordare a memoria queste nozioni solo grazie a questa parolina senza senso.
Però bisogna fare attenzione che la parola sia pronunciabile.
Se l'elenco contiene più parole con file di consonanti o solo vocali la parola diventa impronunciabile e quindi poco memorizzabile.
Allora dobbiamo per forza rimescolare le parole in modo che siano pronunciabili.
Non funziona STDEU perché non c'è la giusta alternanza fra vocali e consonanti.
SETDU invece lo permette.
Quando la parola è pronunciabile sarà più facile memorizzarla anche con la memoria uditiva e non solo con quella visiva.
Per elenchi più lunghi possiamo creare una frase anagrammata, oppure creare l'elenco che vi ho mostrato e notare quante volte una lettera è ripetuta.



Evidenziate le lettere doppie con un tratto rosso e le altre con uno blu.
Poi cercate di creare una parola anche senza senso ma pronunciabile, come
ARVPEO, in cui ci sono due A e due V, e pronunciatela come
AA-R-VV-PEO
In questo modo abbiamo spezzettato in piccole parti la parola da memorizzare, rendendo più facile l'operazione.
Giocate anche con l'intonazione della voce, come se fosse una recita.
Non pronunciate la parola con voce normale, ma declamatela come in una recita teatrale, con veemenza, quasi come per gioco.
Immaginate che sia il nome fantastico di un personaggio inventato da voi.
Ricamando con la fantasia su questo nome lo potrete far vostro e memorizzarlo con maggiore efficacia, rendendo l'operazione anche divertente.
Dopo tutto chi l'ha detto che non ci si possa divertire anche mentre si studia un argomento noiosetto?
La memorizzazione è facilitata se noi costruiamo un'immagine mentale o associamo un'emozione come il divertimento a quello che stiamo imparando.
Il cervello umano non riesce a memorizzare in un sol colpo informazioni molto grandi o complesse come numeri di dieci cifre.
Può solo processare numeri o parole più semplici secondo la regola del
7 (più o meno 2)
che vuol dire che l'essere umano può memorizzare in un solo colpo solo 7 numeri, con una differenza da persona a persona di più o meno due cifre. Quindi chi è poco dotato riuscirebbe solo a memorizzare 5 cifre mentre chi è molto dotato addirittura 9.
Questa regola deriva da uno studio del 1956 di George Miller, ricercatore dei laboratori Bell, che scrisse un saggio divenuto famoso:
Il magico numero sette, più o meno due” in cui esaminò le capacità di memorizzazione umana di numeri complessi.

Possiamo sfruttare tale regola spezzettando le informazioni da memorizzare in modo da creare gruppi piccoli di numeri o di lettere.
I numeri telefonici fissi andrebbero sempre spezzettati separandoli dal prefisso.
Anche con i cellulari si può fare la stessa cosa staccando le prime tre cifre ,che sarebbero il prefisso del gestore, separando in seguito il restante numero in coppie di cifre più piccole.
Ecco perché i numeri verde sono quasi sempre presentati a gruppi di tre cifre.


Amedeo Formisano

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