Autostima: l'errore di creare la Mediocrity S.P.A.

CEO "Grande Capo" Mediocrity S.P.A.
Una delle società più diffuse e nascoste nell'imprenditoria è quella della “Mediocrity S.P.A.”. Vi aderiscono le imprese più insospettabili, di qualunque grandezza e di qualunque genere e contrastarne l'ascesa è molto difficile. Si potrebbe dire che sia una multinazionale, con sede in tutto il globo, sempre in continua espansione. Vediamo insieme come si caratterizza e si sviluppa.
Per aderire a questo pessimo “franchising” bisogna avere un Grande Capo “accentratore di potere” e di intelligenza limitata, il quale crea attorno a sé uno staff “abbastanza” preparato, ma non di ottimo livello. Non cerca persone molto capaci e professionali ma persone manovrabili, da poter plasmare secondo le proprie direttive, insomma degli “yes men”. Chi manifesta troppa sicurezza e indipendenza mentale non può entrare in una “Mediocrity S.P.A.”, perché con le proprie alte capacità potrebbe compromettere il piccolo regno del terrore e dello scontento creato dal Grande Capo. Perché lo scontento prima o poi arriva e investe tutta l'azienda, ma il grande capo o lo ignora o lo alimenta e se poi nella società si vive male il problema non è suo, perché c'è chi nasce leone (come lui?) e gli altri sono tutte pecore!
Gli affari all'inizio vanno bene, tutto a gonfie vele, e la sicurezza delle proprie scelte rendono ancora più orgoglioso e tronfio il Grande Capo che adesso sente di potersi concedere sempre più premi di produzione, più assenze dal lavoro, sempre più libertà anche con i collaboratori del sesso opposto. Capisce che può aumentare i propri profitti eliminando i collaboratori anziani più capaci che hanno creato il business, passandolo a galoppini più economici e trattabili. Insomma bisogna tagliare il “superfluo e le spese”.
Col tempo sente prevalere il suo diritto a dimostrare tutta la sua potenza economica. Eppure non riesce a godersi veramente il suo presunto successo perché sa di non potersi fidare delle persone scelte, perché ne conosce la mediocrità e l'inaffidabilità. Infatti nei posti chiave mette solo persone di sua fiducia, amici, parenti ed amanti, tutte persone manovrabili psicologicamente, oppure mette qualche personalità debole ma “servizievole”. L'importante è che nulla venga delegato veramente. Tutto deve essere sempre spiato, controllato costantemente, perché il prossimo è inaffidabile e va dominato con ogni mezzo.
La gente è malvagia e stupida, questo è il suo pensiero.
Ma, un bel giorno (o cattivo, dipende dai punti di vista), la fortuna sembra girargli le spalle e le cose sul lavoro non funzionano più bene. Cominciano le lamentele sia interne che esterne e la crisi ciclica dei mercati colpisce la Mediocrity S.P.A. come qualunque ditta di questo mondo. Comincia allora la caccia ai responsabili interni e il clima già difficile diventa torrido, con minacce, avvicendamenti e sostituzioni, con la richiesta esasperata di controlli qualitativi e di nuove miracolose soluzioni, che puntualmente non arrivano mai.
Cominciano i licenziamenti, le persone più forti, esasperate dal clima negativo che si è sempre respirato nella società, abbandonano il posto e cercano migliori soluzioni. Solo i più deboli non hanno il coraggio di andarsene. Le mille incertezze sul mercato del lavoro li incoraggiano a turarsi il naso e a continuare il lavoro, nonostante il fetore della situazione sempre più insostenibile. Si dicono: “si sa quello che si lascia ma non si sa quello che si trova”, “ho famiglia, non posso permettermi cambiamenti”. Si preferisce lo “stato di confort” acquisito, che di confortevole non ha mai avuto nulla, piuttosto che assumersi la responsabilità del cambiamento e del miglioramento. Ma ormai l'età non permette più possibili avventure.
Grande Capo, intanto vede l'acqua salire da tutte le parti, l'affondamento sembra inevitabile e riunisce tutto lo staff per cercare nuove soluzioni illuminanti. “coraggio ragazzi, dobbiamo assolutamente trovare una soluzione geniale per rilanciare il nostro business, perciò alzate il culo e trovate soluzioni geniali, altrimenti vi licenzio tutti e vi impicco all'albero maestro!”. Le parole utilizzate non saranno certo queste, ma il senso psicologico del messaggio sarà più o meno questo.
Ma le soluzioni miracolose non possono giungere da uno staff mediocre, che rappresenta nella sua mediocrità il vero prodotto numero uno della Mediocrity S.P.A. Non dimentichiamo che tale società non investe molto nella formazione professionale e non spende nulla nella crescita degli individui come persone preparate dotate di una sufficiente professionalità, perché quando le cose vanno bene, perché spendere soldi nella formazione? Quando le cose vanno male perché spendere soldi nella formazione, quando servono tutte le risorse disponibili per salvare la nave che affonda?
La nave affonda e il capitano non capisce perché!
Pensa: “perché succede tutto questo a me? Io ero il Grande Capo, il grande manager......è ingiusto e il mondo è crudele!”

Molti di voi avranno capito a questo punto di lavorare o aver lavorato in passato proprio in una società del gruppo Mediocrity S.P.A.
Quante pene e sofferenze, anche interiori per il senso di inadeguatezza sempre presente nel proprio io, perché ci si sentiva impotenti di fronte le scelte aziendali, sempre più pressanti, astruse e assurde.

Da cosa deriva la nascita del Gran Capo? Deriva da una mancanza di autostima di fondo!
È una persona che si affaccia sul mondo del lavoro senza avere una personalità ben formata, che cerca di sopperire al proprio senso di inadeguatezza con l'uso della sopraffazione, la furberia e il controllo. E proprio la sua volontà accentratrice che lo porta a circondarsi di persone deboli e impreparate, poco professionali e manovrabili. Il professionista in gamba gli fa paura perché lo dovrebbe pagare in modo adeguato e potrebbe contestargli gli errori di gestione, errori che vanno sepolti in cantina perché rivelerebbero la miseria mentale del Gran Capo. Sa di non poter delegare perché non si fida di nessuno, neanche di se stesso.
Invece è proprio quello che dovrebbe imparare a fare, per evitare gli assurdi controlli che programma in continuazione, alla ricerca dell'errore e del capro espiatorio.
William Edwards Deming (noto per aver dato al Giappone le regole per una straordinaria crescita industriale, nei suoi famosi 14 punti) dichiarò l'inefficacia delle continue ispezioni di controllo sulla qualità, perché costavano troppo e non eliminavano veramente gli errori, che poi sono una componente essenziale del processo. Bisognava invece creare un prodotto che avesse un'alta qualità intrinseca, al livello di progettazione, che necessitasse di minori controlli. Non per niente Henry Ford, disse che “Quello che non c'è non si rompe”, riferendosi al numero di pezzi in una macchina. Se ci sono pochi pezzi, ma fatti bene, allora ci saranno minori possibilità di problemi meccanici. La cosa si può applicare benissimo al personale: se ci sono poche persone veramente valide e professionali poste alla gestione di un settore allora ci saranno minori necessità di controllo, di verifiche continue, perché la persona giusta è già al posto giusto e potrà trovare tutte le soluzioni straordinarie per risolvere i problemi più spinosi.
Invece l'impiegato mediocre non farà altro che avvertire la propria inesperienza e miseria, tendendo a nascondere le proprie malefatte e ingigantendo così i problemi che in mani adatte potevano essere risolti (ledendo così la propria autostima ancora di più e creando una sindrome da impotenza acquisita), mentre il Gran Capo, avendo un'autostima bassa, sente di non poter accettare il confronto con una persona preparata e allora cercherà i suoi simili e così la situazione comincerà a degenerare, senza che vi si possa porre rimedio.

È un pericolo che incombe su molti, da cui nessuno può sentirsi immune perché l'autostima è qualcosa di oscillante nel corso della vita, che spesso viene messa a dura prova da quelli che chiamiamo “gli eventi esterni”. Eppure dovremmo imparare che non esistono eventi che possano o debbano interferire con essa, che possano alla lunga cambiare il nostro stato mentale e il nostro umore perché è sempre il nostro Io che lo permette, quindi siamo in grado di poter conservare, con un po' di buona volontà e di esercizio, la giusta prospettiva per appropriarci della Consapevolezza e della Responsabilità, i due cardini dell'efficienza.
Circondiamoci sempre di persone di alto livello, preparate, stimolanti, magari difficili da trattare ma competenti, così troveremo nuovi stimoli e soluzioni che altrimenti sarebbero impensabili.
Lasciamo la Mediocrity S.P.A. alla concorrenza!

A. F.

Post correlati: