Felicità e Successo: due mostri da abbattere!

Spesso su internet si leggono post che parlano e straparlano di questi due concetti ormai stereotipati. Non parliamo dei libri che recano nel titolo queste due parole, sono una valanga. Questi due argomenti “cult” interessano tutti, nella loro vaghezza, perché riescono a toccare parti profonde dell'inconscio.
Infatti, ognuno di noi può attribuire un significato proprio a questi due temi. Ma adesso cerchiamo di capirli meglio.
La Felicità è uno stato emotivo labile, che dura poco. Chiunque nella propria vita può ricordare un evento positivo che gli ha procurato uno stato di gioia, di appagamento. Wikipedia fornisce questa definizione: La felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri . Questo stato, purtroppo non dura molto. Dopo poco, subentrano nuovamente le nostre ansie, paure, nascono anche nuovi desideri e lo stato di raggiunta felicità rivela tutta la sua instabilità.
Purtroppo non c'è, nella maggior parte delle persone, la consapevolezza che tutti gli stati d'animo sono importanti. Se mi viene a trovare il nervosismo, un motivo ci deve essere. Se mi alzo la mattina un po' triste non significa che sono depresso.
Quello che sarebbe saggio conquistare è una maggiore stabilità emotiva, la Serenità.

Un grande psicologo canadese, che si chiamava Eric Berne, definì la salute mentale come la “capacità di Spontaneità, Consapevolezza e Intimità”.
La Spontaneità è la capacità di agire tenendo conto dei bisogni, necessità, voglie, sia proprie che altrui, nel mondo reale.
La Consapevolezza è la capacità di separare la realtà interna da quella esterna.
L'Intimità è la capacità ad esprimere chiaramente le proprie emozioni o bisogni in una relazione affettiva con un'altra persona.
Con Eric Berne queste parole assumono un significato più ricco.
Se noi raggiungessimo queste tre capacità, sicuramente avremmo una crescita personale eccellente, verso una serenità interiore ben più significativa della cosiddetta “felicità”.

Un'altra parola stereotipata e mostruosa (perchè banalizzata) è “il Successo”. È un termine che suggerisce popolarità, prestigio, denaro, potere, riconoscimento, ambizione. Tutte queste cose non ci portano ad un'approccio costruttivo. Una definizione più corretta potrebbe essere questa:
Il Successo è il raggiungimento degli obiettivi che rispettano i nostri “Valori individuali”.
Già in un altro post abbiamo affrontato il problema dei “valori”. In breve, se per me è fondamentale l'amore fornito dalla famiglia, diventerà insopportabile un lavoro che mi allontana da essa. Quindi il presunto successo non può entrare in contrasto con i nostri veri bisogni intimi. Sono essi che dettano le nostre scelte e ambizioni. Capire i nostri valori è una delle mosse fondamentali per la crescita personale, anche a costo di qualche piccola batosta nella vita.
Solo così siamo chiamati veramente a sperimentare la nostra via, un'esistenza piena, senza copiare quella degli altri.

Non sarebbe meglio buttare i concetti stereotipati e imparare ad abbracciare, secondo i nostri valori, un po' di serenità?

A.F.

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